Così Sarkozy ha bruciato 175 milioni di euro
La crisi gli ha impedito i brindisi di metà mandato all'Eliseo. Ma lui, il presidente Sarkozy continua a concedersi piccoli e grandi lussi da imperatore. La disoccupazione cresce? La Francia ha un deficit abissale? Una maggioranza di francesi è scontenta di lui? E il presidente cosa fa? Si guarda allo specchio. Dà fondo alle finanze pubbliche. E continua a proteggere la famiglia.

Anche se Sarko sembra aver messo la testa a posto con la Première Dame Carlà, impegnata a dargli un erede, il suo còté bling bling è sempre lì. Davanti agli occhi di tutti. Del resto, anche lui l'ha ammesso nel fare il bilancio dei primi due anni e mezzo al timone della Repubblica. Ma intanto fa ancora lo spendaccione. Quando si tratta di presenzialismo, non bada a spese. Così, la Corte dei conti l'ha pizzicato per aver pagato ben 175 milioni di euro (il doppio degli altri Paesi) per una miriade di eventi organizzati in giro per l'Europa durante il semestre francese di presidenza Ue.
Anche la vanità ha un prezzo. Molto caro, sostengono i socialisti che sono andati a pescare il conto dei numerosi sondaggi commissionati dall'Eliseo sul gradimento del super presidente. Così, si è scoperto che Sarko ha destinato al suo bisogno di conferme personali qualcosa come 3,28 milioni di euro nel 2008 e 1,98 milioni nel 2009. Soldi peraltro spesi per scoprire che tra il 50 e il 58 per cento dei francesi non ha più fiducia in lui. La cosa finirà in parlamento, il cui presidente, Bernard Accoyer, ha già dato il via libera ad una commissione d'inchiesta. E poi ci sono i figli. Un aiutino al primo, Jean, che sta seguendo le orme politiche del padre. E una piccola spinta al secondo, Pierre, che muove i primi passi come produttore musicale. Come si possono negare? Non contento del polverone sollevato da Jean, che era quasi riuscito a mettere alla presidenza della Défense, si è prodigato per Pierre. Il giovane non aveva ottenuto i finanziamenti pubblici per un suo progetto. Ma la telefonata di un consigliere dell'Eliseo ha fatto cambiare idea alla commissione.